Come insegnante di Yoga mi viene spesso, troppo spesso, chiesto che tipo di Yoga pratico o insegno. Yoga dinamico, Yoga statico. Yoga Asana, Meditativo o Devozionale. Iyengar o Ashtanga, Vinyasa o “Flow”. Gentile o non, come se esistesse uno Yoga maleducato…
Ecco! Oggigiorno mancherebbe una bella azione di marketing per pubblicizzare sui social un bel corso di Yoga MALEDUCATO dove gli allievi possono entrare in shala con i piedi maleodoranti, buttare a terra il tappetino non importa dove e incurante degli spazi altrui, non salutare nessuno, dire parolacce quando le posture non riescono…probabilmente sarebbe solo un altro approccio. Un altro punto di vista. Un altro POINT OF VIEW.
Premesso che insegno ciò che pratico, perché è la pratica che mi ha insegnato ciò che so, di fronte a queste domande di solito taglio corto e rispondo pigramente che pratico e insegno semplicemente Yoga. E che lo Yoga è Uno.
Con questo non voglio dire che lo Yoga “Uno” sia diverso da tutte le altre “segmentazioni” indicate qualche riga sopra. Ma semplicemente cambia la prospettiva. Il punto di vista.
Potrei descrivere cosa è lo Yoga, come la Scienza dell’Uomo, andando a comprendere in questo, ogni aspetto che riguarda l’individuo o che in qualche modo interviene nell’andamento della vita di esso: il movimento e la ginnastica; l’osservazione,l’indagine e la conoscenza di sé; la ricerca e il mantenimento del benessere fisico, psichico ed emotivo; e se vogliamo anche gli aspetti spirituali, devozionali, rituali o di fede.
Le forme di Yoga sopra elencate, alla fine sono insegnamenti “specializzati o specialistici” che arrivano da punti di vista differenti. Un po’ come se guardando lo Yoga con una lente di ingrandimento si volesse portare l’attenzione e lo studio su un particolare aspetto piuttosto che un altro – e, attenzione, questo non significa che il secondo non ha importanza, ma semplicemente si è fatta una scelta funzionale in un dato momento.
Ricordo con tanto affetto uno dei miei Maestri, grande tecnico e conoscitore dell’anatomia dell’asana, che era riuscito ad elencare duecentottanta o forse più, particolari anatomici in una sola postura: Trikonasana! Raramente l’ho sentito parlare di meditazione in una posizione seduta. Ha sempre parlato di meditazione in movimento.
Allo stesso modo certe scuole di Yoga portano l’attenzione agli aspetti meditativi o devozionali, mettendo in disparte la pratica degli Asana. Possiamo forse dire che sia questa una forma di pratica meno o più nobile di un’altra?
Un chirurgo cardiovascolare è forse più importante di un idraulico? Prova a a fare questa valutazione quando ti si sta allagando il bagno!
Al di là di ogni ironia e di ogni facile disquisizione, la cosa importante di un percorso, come la pratica dello Yoga è dove questo ti porta.
“L’effetto della veduta d’insieme, in inglese Overview Effect, è un cambiamento cognitivo nella consapevolezza riportato da alcuni astronauti e cosmonauti durante il volo spaziale, causato dall’osservazione della Terra dall’orbita o dalla superficie lunare” ( da Wikipedia).
É interessante che la definizione che si trova in rete sottolinea il cambiamento cognitivo nella consapevolezza.
É quella sensazione che io chiamo dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande che si percepisce nell’esperienza meditativa. É l’esperienza del senza luogo e senza tempo che si ha così durante una pratica Yoga, una meditazione come in un trattamento di Ortho-Bionomy. Sia che tu sia l’operatore, sia colui che riceve il trattamento.
É quel cambiamento cognitivo che ti porta alla consapevolezza che non importa quale tipo di Yoga pratichi, quale forma di meditazione, o quale cibo hai mangiato. Ciò che importa è dove arrivi.
The Overview Effect è specifico di astronauti e cosmonauti che osservano dall’alto, o forse dal basso.
Quindi l’invito in questo articolo non sarà correlato come di consueto da fotografie di Asana e suggerimenti anatomici sul come eseguirle o arrivarci.
L’invito sarà invece quello di iniziare il decollo. Iniziate il vostro decollo dall’aeroporto Yoga dinamico, yoga statico, Yoga Asana, Meditativo o Devozionale. Iyengar o Ashtanga, Vinyasa o “Flow”. Gentile o maleducato.
Trovate il vostro aeroporto, decollate e iniziate e volare.
Nel mio studio su c’è un volantino regalatomi da chi mi ha fatto conoscere Ortho-bionomy quando ero poco più di un ragazzetto: c’è la sorridente faccia di Arthur Lincoln Pauls e c’è scritto: “dobbiamo imparare a volere nel nostro spazio interiore senza conoscere il terreno dove atterrare. Questo è il solo vero coraggio”.
articolo apparso sulla rivista Ortho-Bionomy

Grande insegnante Alain. Il fatto è che ,come dici tu, bisogna decollare, prendersi la responsabilità di avere un corpo che ci sostenga, una mente salda per non precipitare,e lo sguardo puntato verso l’alto,per non darci limiti
Quanti lo fanno?
Lo Yoga è uno ,noi siamo uno 🙏