YOGA
Cos’è lo Yoga?
Ulteriori definizione di cosa sia lo yoga andrebbero a perdersi nel mare magnum della letteratura già scritta. Possiamo facilmente leggere differenti interpretazioni in rete con un click.
Posso però dire cosa non è: LO YOGA NON E’ UN CONTRATTO DI COMPRAVENDITA.
Non basta iscriversi ad un corso, comprare un tappetino e accedere ad una classe per poter dire agli amici che ‘si fa yoga’!
Lo Yoga è un impegno con la persona che si dovrebbe amare più al mondo: Sé stessi.
Lo Yoga è incontro, osservazione, accettazione, destrutturazione di schemi.
Questo richiede impegno, costanza, rispetto, disciplina, sacrificio. Ne deriva una migliore coscienza di se stessi, un corpo più plastico, in equilibrio tra la forza e la flessibilità, un miglior stato di benessere, di resistenza alle malattie, di recupero negli infortuni.
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Per chi è lo Yoga?
Per l’atleta che può addirittura migliorare le proprie performance o trovare l’occasione per mantenere il corpo in condizioni perfette e ottenere il massimo dalle proprie prestazioni, recuperare le energie e mantenere la lucidità.
Spinto dalla competizione a dare sempre il massimo di sé, può spesso andare incontro ad infortuni da sovrallenamento.
Il recupero, la conoscenza del proprio corpo e della propria mente sono fondamentali per tenere la ‘macchina-corpo’ al massimo dell’efficienza. Francesco Totti , Novak Djokovic, Maria Sharapova, Andy Murray fino ad arrivare agli All Blacks del rugby solo per citarne alcuni hanno fatto questa scelta.
Per il professionista stanco di perdere ore di lavoro, ma anche di tempo libero, a causa dei disturbi causati da cattiva postura, scorretta respirazione, non gestione dello stress. La soluzione sta in un corretto e sano movimento abbinato ad una respirazione consapevole. Innumerevoli imprenditori hanno inserito classi di yoga nelle loro aziende per i lavoratori, comprendendo che un collaboratore più sano e più felice è un collaboratore fedele e produttivo.
Per la casalinga, la madre, la lavoratrice sempre dedita alla famiglia che cerca e merita uno spazio nella giornata da dedicare a sé, per riacquistare la forma fisica, ritrovare la pace e prendere contatto con se stessa e la propria femminilità.
Per il Senior che dopo una vita di impegno nel lavoro e nella famiglia vuol dare ascolto alla voce che per anni suggeriva di rivolgere un po’ d’attenzione a se stesso, che vuole riacquistare vigore e forza mantenendo l’ascolto della propria saggezza.
Per chi desidera ottenere il meglio per se!
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Quante volte alla settimana posso praticare yoga?
L’ideale sarebbe praticare tutti i giorni.
“Ma non riesco con questa vita frenetica a ritagliarmi ogni giorno un’ora per praticare Asana, venti minuti di Pranayama e altri venti di meditazione!…allora come faccio?”
Allora quante volte posso venire a lezione ogni settimana?
Una buona scelta è due/tre lezioni a settimana. Personalmente propongo spesso anche una sola presenza settimanale, precisando che in alcuni individui questo è sufficiente dal momento che seguono anche altri percorsi per mantenere il corpo in ordine: danza, corsa, bicicletta, nuoto, pesistica…tutti validi!
Il mio metodo di insegnamento è quello di fornire strumenti validi da poter utilizzare nel quotidiano.
La lezione è fondamentale per imparare cosa e come farlo. L’importante è anche l’applicazione nel quotidiano.
Meglio praticare 20 minuti tutti i giorni che 2 ore una volta a settimana.
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Cosa succede durante una lezione?
Normalmente la lezione può iniziare con una presa di contatto con il respiro. Successivamente il movimento ampio e completo di tutti i muscoli e articolazioni abbinato alla respirazione produce un allenamento integrale e purificante. Asana o posture e pranayama controllo del respiro sono occasione di osservazione del sé. Il movimento è vita. Attraverso il movimento riportiamo vitalità nel profondo del nostro essere. Al termine della lezione savasana o posizione del ‘cadavere’ porta all’osservazione nello “stare”, il corpo si sente rigenerato, energico ma rilassato.
Dopo tre mesi il corpo inizia a cambiare, il pensiero di conseguenza.
Dopo un anno la pratica diventa un gesto di igiene personale, igiene come prevenzione delle malattie. Dopo diventa un atto irrinunciabile.
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